Nei film, così come nelle fiction, il sodalizio immagine/musica è praticamente inseparabile.
Basta ascoltare un qualsiasi tema di un film famoso che abbiamo visto ed il nostro cervello associa subito la canzone ad una qualsiasi immagine del suddetto film. Immagino sia capitato anche voi, no?
La colonna sonora, all’interno di un videogioco, ricopre un ruolo molto importante.
Da parecchi anni ormai la musica è diventata parte integrante dell’esperienza “videogioco” rendendo questo genere di arte visiva sempre più vicino all’esperienza cinematografica. Sono molti i titoli videoludici che hanno fatto della loro musica un cavallo di battaglia. Le loro colonne sonore hanno cominciato a risuonare anche al di fuori dello schermo diventando un vero e proprio fenomeno culturale.
Tanti videogiochi vengono riconosciuti alla “prima nota”.
Pensiamo, per esempio, al tema di Super Mario Bros.che da più di trentacinque anni è riconosciuto ed amato da grandi e piccini. Provate a fischiettare il tema del gioco mentre siete in strada (o a scuola o a lavoro), molto probabilmente qualcuno vi risponderà o penserà: “Hey, è il tema di Super Mario Bros.!”
Negli ultimi anni le colonne sonore nei videogiochi sono diventate sempre più complesse. Si è passati dai “rumori” creati da una nota mediante il sintetizzatore, ai suoni chiptune a 8 e 16 bit per arrivare infine a vere e proprie colonne sonore costituite da brani già editi dei generi più disparati oppure versioni orchestrali da fare invidia ai colossal cinematografici.
Le collaborazioni tra case di produzione di videogiochi e i musicisti hanno ampliato la diffusione dei videogame tramutandoli in un fenomeno di massa con una vastissima platea di utenti e un industria da milioni di dollari.
In un universo così vasto e stratificato le opportunità sono pressoché infinite; così piccoli compositori e artisti si ritrovano a scrivere musica nei propri home studio per videogiochi indie che talvolta si trasformano in un fenomeno cult!
Oggi chiunque può essere parte integrante del processo creativo che va a realizzare un videogioco. Se ci pensate è una cosa incredibile che anni fa era impensabile.
Non di rado le colonne sonore assumo una vita propria al di fuori de videogioco. Le ritroviamo nelle playlist a tema gaming nelle piattaforme di streaming musicale, nella loro forma originale o in decine di reinterpretazioni di generi diversi, oppure in forma fisica su Compact Disc e vinili. Senza dimenticare poi i cofanetti in edizione speciale dei giochi tripla A o indie, dove possiamo ammirare e toccare con mano le copertine del disco disegnate con cura che trasformano il gioco in un oggetto unico da collezione.
Negli ultimi anni si è assistito anche ad un incremento dei concerti di orchestre che ripropongono dal vivo colonne sonore di titoli famosi nei teatri e nelle arene di tutto il mondo.
Il videogioco diventa un mezzo per ampliare la propria cultura ci fa scoprire nuovi artisti, nuovi generi musicali addirittura nuovi strumenti (Vi sfido a sapere cos'era un'Ocarina prima di The Legend of Zelda - Ocarina of Time).
Chissà se ci sono musicisti che hanno iniziato a videogiocare dopo aver creato una colonna sonora.
Non solo davanti allo schermo.
La facilità, e comodità, con la quale possiamo reperire musica al giorno d’oggi, ha dato sicuramente una mano alla diffusione delle colonne sonore.
Grazie alle piattaforme di streaming musicale, reperire la OST di quel gioco che tanto ci piace è un gioco da ragazzi. Bastano pochi “tap” ed ecco fuoriuscire le note dalle nostre casse / auricolari. Tutto questo ha portato sempre più videogiocatori ad ascoltare i temi dei loro videogiochi preferiti anche quando non stanno giocando davanti allo schermo.
Capita così che, mentre si stia facendo sport, una passeggiata, andando a scuola o a lavoro, si venga accompagnati dalla colonna sonora del videogioco che tanto ci piace diventando difatti la colonna sonora della nostra giornata e non più solo di “quel videogioco”.
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